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CILENTO
La ricerca svolta nel Cilento è di natura quasi familiare in quanto è la mia terra di origine, ma spesso proprio nella terra familiare avvengono quei black-out, vuoti di memoria, o meglio, rimozioni che portano a negare la cultura e il vissuto dei propri padri. Le motivazioni, spesso anche plausibili, riguardano tante sfere della vita (sociale, politica e privata) che neanche tutto il web basterebbe a spiegare il meridione.
Nel Cilento la tradizione risente soprattutto della cultura lucana, seppure ha una propria identità ben precisa, per cui non sappiamo dire oggi se sia più forte l'anima lucana o quella più arcaica della magna grecia, fatto è che quasi nulla della tradizione cilentana è da legare a Napoli e Salerno. Nel Cilento la musica è pastorale e quindi vede l'uso dell'organetto, della chitarra battente, della zampogna e innumerevoli strumenti minori comuni a tante altre culture. La zampogna è lo strumento principe del Cilento e forse da nessuna parte vi è una così alta concentrazione di suonatori e costruttori, soprattutto nel Vallo di Diano.
Il canto popolare nelle zone vicine viene chiamato "alla cilentana", nel Cilento è chiamato alla longa, ma anche stornello e si divide in:
canto di lagnanza (sfortuna)
canto d'amore
canto di sdegno
canto di partenza (quando si parte per tornare)
canto di spartenza (quando non si torna)
es.
"partenza dulurusa e amara
chissà riman' a sera addò me scura
e me scura tra nu vosco e na jumara
addò no splende ni sole e ni luna
pi fami mi la mangio l'erba amara
pi site mi li bivi i miei suluri
pi letto mi la piglio na petra 'nchiana
e pi cuscino na rosa d'amore"